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  cla86 .nihil est.
 
Diario
 




bu.


8 aprile 2007

dentro.

per rinascere bisogna morire.




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13 gennaio 2007

come quando piangi.

correre indietro.
dietro parole, che non sono mai volute uscire.
correre.senza fiato.senza motivazione.
senza alcun motivo.

freddi frammenti di presente.
macchinazioni.di semplici retroscena comportamentali.
uno,due,tre.semplice.
terzo bottone sulla destra.ora basta solo aspettare.

verde.di sfondo.ad un ricordo.

dietro la schiena.cinque linee.
che presagiscono qualcosa di ancora acerbo.

con i piedi fermi, egli resterà lì.
dove è sempre stato.fermo.con i nervi del viso rigidi.le braccia solide.
stanco.di quella faticosa plastica.




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17 dicembre 2006

piccole mani di vetro.

fermo.resto qui.
sopra a dei passi, mai conclusi.
alzo la testa al cielo.con il cappuccio stufo di essere questa testa.
due.forse tre nuvole accecano il cielo.torbide e ruvide.
m.non è giornata.
eccomi.
dicevano.cose.

guardo in alto. cieli blu.
 camere scure.
   parole che non ho mai capito.

una piccola macchina scura attraversò la piazza.
timorosa come sempre.
all'interno.fili che si intrecciano.
lunghi raggi.grattano.dopo la curva.guardò a destra.

e intanto, tutto questo non era realizzato.
un piccolo errore.
un andare avanti. un tornare indietro.
scatole di bambini.accatastate una sull'altra.
dimenticate in un abbraccio mai dato.   cosi.
perchè era di più.

vetrificato. come tutte le cose che, intrepide, toccano.
un passo timido.dietro a tutto il futuro.
con le mani lunghe.e le braccia ferme di fronte al viso.

                                                                                   non serve.non servi.
                                       scusami.per tutto quello che sono.
                                                          scusa.                 fermo.resto qui.fuori da me.
                                                                 dentro.




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27 novembre 2006

notte.

dentro.impercettibili rimbombi.
cadenzati.uno di seguito l'altro.
cuciti uno all'altro.
a pochi millimetri di vicinanza.

qui.
seduto.
riinvento ciò che non sono mai stato.
scrivo ciò che ho sempre desiderato essere.

il movimento di un ovale, dava spazio alla sua convulsa pazzia.
lei, lo trovava amabile.
       in fondo.era solo un ovale.

un filo.
esce ed entra.trova spazio.e ne crea altro, da una ed unica incerta oscillazione.

fuori.ritorno dentro.
dove una piccola cosa, mi cambia la vita.
dove mi viene naturale sorridere.
mu.




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17 ottobre 2006

una salita.

è sempre difficile iniziare.  qualcosa.
celebrarlo nelle proprie abitudini.
conoscerlo e saperlo ascoltare.

contenere due piccole mani.l'una che si rifugia nell'altra.
in cerca di un luogo migliore.
l'una che vede nell'altra qualcosa di timido e piccolo.

posti.situazioni.
nulla è per caso.tutto scritto.qui.
sotto un piccolo punto, che schiaccia il mondo.

ti regalo un sorriso stasera.uno solo.
con i denti in fuori.e il labbro inferiore che diventa sottile.
uno solo.
perchè.
perchè          è bello.
  stare in una tempesta.
sapendo che ogni onda che arriva, ci spinge sempre più a largo.come.
 
un treno che non si ferma.
questo pensarono quando il sole raggiunse il suo culmine.
era strano vedere il ferro correre.
tutto era cosi calmo e tiepido lì.
 racchiuso nel suo interno.
          cresce.

come.sempre siamo stati.lontani da tutto.
su un masso bianco.a regalarci piccoli gesti.




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8 ottobre 2006

anelli neri.

autunno.
sopra qualcosa di troppo sottile.
sopra qualcosa di invisibile.
che solo noi possiamo vivere.
un'altra volta.
una ancora.un'altro piccolo minuto uno dentro l'altro.
sul bianco.
cercando di essere.
tumulto.e desiderio.dentro.
fà bene.dentro.
una morsa,che fà sorridere.
mu.




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15 settembre 2006

cicladi.

scontro di vite.caso.
un disordinato incrocio di vite.
un piccolo meccanismo arruginito, spoglia la sua gola delle sue ultime convinzioni.
momento di estrema ipocrisia.
un battito di ciglia.
sopra occhi che bruciano.

disseminata di piccoli triangoli.piccoli numeri sparsi sul rosso mattone.
fuoriesce.da un atrio l'anziana madre.
dal buio pomeridiano scatta veloce la ferrovia che porta a nord.
calma.un paese dorme.scandito il tempo.dai sogni irrequieti di due piccole figure.
che del mondo sono solo soffi di aria.

il fuggiasco.segue le antiche rotte.
una collina sabbiosa che eterna muove le sue lunghe dita, accarezzando il fresco suolo.
 di mare sconfinato
di silenzi.di bellezze.
un viaggio.trascinati da se stessi.e da quello che noi stessi non siamo.




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20 agosto 2006

capriccio.

fermo.
tutto corre.

cinque uomini ascoltano le parole di una notte.
in fondo nessuno di loro vuole vedere il proprio destino.
nonostante tutto restano li.fermi.
mentre tutto corre.

nonostante tutto il fato esiste.
nonostante tutto i piccoli desideri si avverano.
in fondo,mi sento bene.
piccole cose.che mi fanno sorridere.

proprio dubbio.non rispondo.
fermo.




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20 luglio 2006

il legno nero dislocato nelle sue mani.una notte a rue de fleurus.

promulgato.
prolungata incoscienza.incredibile ingiuria dei muscoli, ora dell'arcata inferiore.
resto.stò.rimango.
derivato di un sentimento surreale.tentennante nelle ipotesi delle incertezze, trova varco e termina.

un sentimento chiuso.
divenire canalizzazione di un genere turbinoso e acuto.
diffuso.

sempre più angoscia tenebrante e fulminea.
attendo e prosciugo le sacche della scuola che richiama ad essere un super io distruggente e distrutto dal cumulo che non ci fà alzare e gridare.
tento, in un'intento di tentazioni, il tradimento delle trovate e scappate del pensiero.
ora affaccio il solco lungimirante oltre il bianco del travertino non trattato.

è solo una piccola pazzia senza fondo.
non si indice qualcosa per qualcosa.
non si fà nulla per nulla.
nel buio sentimentale di una luce al neon, invento ora un qualcosa che vorrei.
un desiderio bambino.      .
distruggere ora.
disapparire .un vetro opaco divide la vecchia babele.
un tumultuoso grido primitivo.feroce e inaudito trova largo spazio di critica d'alto rango.

vive nel passato.vive nel presente.
spero nelle vostre grida.
essere nulla di unico.essere senza pasione.
gridate.
morite.
sperperate.
siate numeri che guardano solo di fronte a voi.
il numero è forte.il numero è maschera.il numero non attraversa le emozioni vere.

la quarta dimensione ingabbiata nella ragione.folli.

perdo.




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23 giugno 2006

forse non è quello che tutti vogliono,ma va bene così.

invecchiare.solo guardando coloro che non vogliono farlo.
mi manchi.
manchi nel nostro rifugio.
vuoto e spoglio.ora.
sempre guardo il tuo sorriso.mi ricorda che non c'è speranza nel mondo.
parlavi sempre di qualcosa che non conoscevo.parole di diversa origine.
di diverse esperienze.giudico la tua scomparsa.

ed ora mi siedo.linoleum verde ospedale.
un neon freddo riscalda ora ciò che è scomparso.
un arrivo,una partenza.
verde.rosso.non ritorna.

risposte che fanno fatica ad uscire.
trovare un senso nel numero.
trovare un senso per dimenticare lo stato di mediocrità diffusa.uno stato difficile da superare,perchè esso è la normalità più comune.
una realtà che si perde in giri di piazza,sotto difficili sorrisi e lunghi sospiri.
mi diverto.ad essere ciò che non sono.

sei felice?




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